Cos'è e quanto vale
La ZES Unica per il Mezzogiorno è stata istituita dal DL 124/2023 (convertito L. 162/2023) sostituendo le 8 precedenti ZES regionali. Copre 10 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia (storiche) + Marche e Umbria (aggiunte dalla L. 171/2025). Il beneficio principale è un credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi disciplinato dall'art. 16 del DL 124/2023.
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 438-443) ha confermato la misura per il triennio 2026-2028 con plafond complessivo di 4,05 miliardi € (2,3 mld nel 2026, 1 mld nel 2027, 750 mln nel 2028). Investimento minimo 200.000 €, massimo 100 milioni € per progetto. Le aliquote teoriche variano per regione e dimensione dell'impresa: massime al 60% (piccole imprese in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) fino al 70% nelle aree Just Transition Fund (Taranto, Sulcis). Le aliquote effettive vengono determinate a posteriori dall'Agenzia delle Entrate in base al rapporto tra domande presentate e plafond disponibile.
Chi può richiederlo: requisiti 2026
- ✓ Impresa di qualsiasi dimensione (piccola, media, grande), anche nuova
- ✓ Struttura produttiva ubicata in una delle 10 regioni della ZES Unica
- ✓ Investimento minimo 200.000 € per progetto (50.000 € per settore agricolo/pesca)
- ✓ Acquisto di beni strumentali NUOVI (macchinari, impianti, attrezzature, software, immobili)
- ✓ Immobili: valore terreni/immobili non superiore al 50% del totale investimento
- ✓ Progetto di investimento iniziale (nuovo insediamento, ampliamento, diversificazione)
- ✓ Impegno a mantenere l'attività nella ZES per almeno 5 anni post-investimento
Importi 2026
| Situazione | Importo / Beneficio |
|---|---|
| Calabria, Campania, Puglia, Sicilia - piccole imprese | 60% (fino al 70% a Taranto) |
| Calabria, Campania, Puglia, Sicilia - medie imprese | 50% |
| Calabria, Campania, Puglia, Sicilia - grandi imprese | 40% (fino al 50% a Taranto) |
| Basilicata, Molise, Sardegna - piccole/medie/grandi | 50% / 40% / 30% |
| Abruzzo, Marche, Umbria - piccole/medie/grandi | 35% / 25% / 15% |
| Plafond complessivo 2026 | 2,3 miliardi € |
| Investimento ammissibile | da 200.000 € a 100 milioni € |
Come fare domanda
- Progetta l'investimento iniziale — Il progetto deve rientrare in: nuovo insediamento produttivo, ampliamento di capacità, diversificazione della produzione o cambiamento fondamentale del processo produttivo.
- Prepara la documentazione e certifica le spese — Le spese devono essere attestate da un revisore dei conti o società abilitata. Conserva tutte le fatture, contratti, autorizzazioni.
- Presenta la COMUNICAZIONE PRELIMINARE — Dal 31 marzo al 30 maggio 2026: invia telematicamente ad Agenzia Entrate l'ammontare delle spese sostenute dal 1°/1/2026 e quelle previste entro 31/12/2026.
- Realizza effettivamente gli investimenti — Entro il 31 dicembre 2026 completa gli investimenti dichiarati. I beni devono entrare in funzione entro il 2° periodo d'imposta successivo.
- Presenta la COMUNICAZIONE INTEGRATIVA — Dal 3 al 17 gennaio 2027: conferma l'ammontare effettivo degli investimenti realizzati. Entro 10 giorni dalla scadenza l'Agenzia pubblica la percentuale effettivamente fruibile.
Scadenza 2026
Comunicazione preliminare: 31 marzo - 30 maggio 2026. Integrativa: 3-17 gennaio 2027.
Domande frequenti (FAQ)
Quali regioni fanno parte della ZES Unica Mezzogiorno nel 2026?
Inizialmente 8 regioni (DL 124/2023): Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Dal novembre 2025 con la L. 171/2025 sono state aggiunte anche Marche e Umbria come 'regioni in transizione', con aliquote inferiori rispetto alle regioni storiche del Mezzogiorno. Totale: 10 regioni. Non tutte le aree delle regioni sono ammissibili: solo quelle mappate nella Carta degli Aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Qual è la differenza tra aliquota teorica e aliquota effettiva ZES?
L'aliquota teorica (es. 60% per piccola impresa in Puglia) è quella massima prevista dalla Carta Aiuti Regionale UE. L'aliquota EFFETTIVA è quella che viene effettivamente erogata dopo il 'riparto': se le richieste totali superano il plafond di 2,3 miliardi €, l'Agenzia applica un coefficiente di riparto proporzionale. Nel 2024 il coefficiente fu 17,6% (aliquota 60% → fruibile 10,6%), nel 2025 il 60,38%. Per il 2026 sarà noto a gennaio 2027.
Cosa si può comprare con il credito d'imposta ZES Unica?
BENI STRUMENTALI NUOVI: macchinari, impianti, attrezzature varie, software, beni immateriali strumentali. IMMOBILI: acquisto terreni, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali (vincolo: il valore di terreni + immobili non deve superare il 50% del costo totale dell'investimento). Esclusi: beni usati, beni non strumentali, spese di manutenzione ordinaria. Investimento minimo: 200.000 € per progetto (50.000 € per agricoltura/pesca).
Chi può accedere al credito d'imposta ZES Unica 2026?
Tutte le imprese di qualsiasi dimensione (piccole, medie, grandi), qualsiasi forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative), qualsiasi regime contabile. Devono avere (o prevedere di avere) struttura produttiva nella ZES Unica. L'impresa può essere anche con sede legale al Nord, purché lo stabilimento operativo sia al Sud. Escluse: imprese in difficoltà, imprese soggette a ingiunzione di recupero, settore pesca/acquacoltura (per cui esiste altro credito).
Come si utilizza il credito d'imposta ZES Unica?
Esclusivamente in COMPENSAZIONE con modello F24, a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento AdE che determina la percentuale effettivamente fruibile (gennaio 2027). Il credito NON è rimborsabile, NON è cedibile, NON è scontabile. È ESCLUSO dal limite ordinario di 250.000 € dei crediti quadro RU (si può compensare anche oltre). Utilizzabile contro qualsiasi debito tributario (IVA, IRES, IRAP, ritenute, contributi).
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